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Digitalizzazione del turismo: la terza ondata e l'AI

Scritto da Gianluca Atzeri | 4 nov 2026, 10:06:05

In breve

La terza ondata della digitalizzazione del turismo riguarda le destinazioni. Dopo i voli con i GDS, e dopo hotel ed esperienze, dove le OTA hanno preso la quota maggiore del mercato, ora tocca all'offerta del territorio: cosa fare, cosa vedere, come prenotarlo. Le destinazioni che la strutturano in dati leggibili diventano visibili alla distribuzione e all'intelligenza artificiale. Le altre spariscono dalle risposte.

Chiedete a un assistente AI dove passare una settimana in Italia. Poi chiedetelo di nuovo, presentandovi come una famiglia, una coppia di pensionati, un viaggiatore solo appassionato di trekking.

Le mete cambiano poco. Cambia il modo in cui vengono raccontate.

È quello che ha osservato Skift Research nel report The Mystery of the Disappearing Destination, pubblicato a ottobre 2026: profili molto diversi ricevono in larga parte la stessa rosa di destinazioni. Non è una questione di gusti. È una questione di dati: l'AI consiglia ciò che riesce a leggere.

Per chi governa una destinazione non è una notizia di tecnologia. È una notizia di sopravvivenza.

Quali sono le tre ondate della digitalizzazione del turismo?

La digitalizzazione del turismo non è stata un evento unico. È arrivata a ondate, e ognuna ha spostato il controllo del mercato.

Ondata Cosa si digitalizza Chi prende il controllo La destinazione
Prima
anni '90
I voli GDS e compagnie aeree Resta fuori dal digitale
Seconda
anni 2000 e 2010
Hotel ed esperienze Le OTA, con la quota maggiore del mercato Perde identità, frammentata in singoli prodotti
Terza
anni 2020
La destinazione come offerta integrata Chi struttura e distribuisce i dati del territorio Si gioca la propria visibilità

Nella seconda ondata le OTA hanno vinto perché avevano due cose: dati strutturati e capacità di distribuirli. La destinazione è diventata lo sfondo di prodotti venduti da altri.

La terza ondata riguarda la destinazione stessa. E la domanda è la stessa di allora: chi avrà i dati?

Perché le destinazioni meno conosciute rischiano di sparire?

La domanda si sta già spostando. Secondo un'indagine globale ripresa da FTN News, il 43% dei viaggiatori dichiara di voler evitare le mete sovraffollate nel 2026, in crescita dell'11% sull'anno precedente.

È un'occasione enorme per aree interne, borghi, territori fuori dai circuiti. Ma chi cerca alternative le cerca con strumenti che leggono solo ciò che è strutturato.

E l'offerta delle destinazioni minori, quasi sempre, non lo è. Esiste nelle brochure, nei siti istituzionali, nella testa degli operatori locali. Non esiste come prodotto.

Intanto l'AI consulta già i siti delle destinazioni su larga scala: un'analisi di Simpleview e Granicus, riportata da PhocusWire, ha contato quasi due milioni di richieste di ChatGPT ai siti delle DMO in otto giorni. E il settore chiede uno schema comune che le macchine possano interpretare.

Chi non fornisce dati leggibili lascia che siano altri a raccontare il proprio territorio. Oppure che nessuno lo racconti.

È il salto dal marketing al management di cui abbiamo già scritto: promuovere non basta, bisogna governare.

Un agente AI può vendere una destinazione?

La prossima fase non è l'AI che consiglia. È l'AI che prenota. Secondo Phocuswright, il 61% delle aziende travel sta sperimentando o scalando l'agentic AI, ma solo il 6% l'ha estesa a più funzioni.

Il divario non è tecnologico. È di prodotto.

Un agente può comporre un viaggio solo con elementi che hanno disponibilità, prezzo, regole e descrizioni coerenti. Un'escursione raccontata in un PDF, un museo con orari aggiornati a mano, una cantina prenotabile solo per telefono: per un agente non esistono.

Un agente non può vendere un prodotto che non esiste. Il viaggio non è un prodotto, è un processo. E un processo, per essere distribuito, va strutturato.

Come si digitalizza l'offerta di una destinazione?

Digitalizzare una destinazione non significa rifare il sito. Significa trasformare cosa fare e cosa vedere in un'offerta strutturata, aggiornata e distribuibile.

È il lavoro per cui abbiamo costruito TravelHUB. Permette alla destinazione di:

  • raccogliere in un unico magazzino digitale esperienze, attività, luoghi e servizi del territorio;
  • trasformarli in prodotti con disponibilità, tariffe e regole coerenti;
  • connetterli ai canali di distribuzione, B2B e B2C, senza perderne il controllo;
  • renderli leggibili da motori di ricerca e assistenti AI, perché sono dati e non solo testi.

È qui che le destinazioni meno conosciute trovano spazio. Nella seconda ondata vinceva chi aveva più budget di marketing. Nella terza conta la qualità del dato, e i dati di un borgo dell'entroterra possono essere precisi quanto quelli di una città d'arte.

Abbiamo già scritto che aggregare non basta, la destinazione va distribuita, e che l'identità non si distribuisce da sola. La terza ondata aggiunge un passaggio: prima ancora di essere distribuita, la destinazione deve poter essere trovata.

E il tailor made?

Diventa più prezioso, non meno. Quando l'offerta di base è strutturata, chi progetta viaggi su misura smette di inseguire informazioni e torna a fare il suo mestiere: ascoltare il cliente, comporre, assistere.

Per questo abbiamo creato TripBuilder: tour operator e travel designer costruiscono itinerari su misura partendo da un'offerta già digitalizzata.

Automatizzare il prevedibile. Umanizzare l'eccezionale.

Tre obiezioni alla terza ondata

Una destinazione piccola non verrà comunque schiacciata dalle grandi?

Nella ricerca tradizionale vinceva chi produceva più contenuti e più link. Le risposte AI premiano la pertinenza e la qualità del dato. Non è un vantaggio garantito, ma è la prima volta che il terreno è meno sbilanciato.

Non basta un buon sito istituzionale?

Un sito racconta. Un'offerta strutturata si può prenotare, combinare e distribuire. L'AI e i canali di vendita lavorano sulla seconda.

Le OTA non resteranno comunque gli intermediari?

Per molti prodotti, probabilmente sì. La differenza è se la destinazione si presenta con i propri dati o lascia che siano altri a costruirli. Nella seconda ondata è andata nel secondo modo.

Esistere alle proprie condizioni

La seconda ondata ha insegnato una cosa: chi non controlla i dati del proprio prodotto finisce per affittare la propria identità.

La terza offre alle destinazioni una possibilità che non hanno mai avuto: esistere alle proprie condizioni. Ma solo a chi decide di strutturarsi adesso.

Quanto è leggibile oggi l'offerta della tua destinazione?

Guardiamola insieme e capiamo da dove partire per renderla trovabile e distribuibile.

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Fonti